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Io penso, sinceramente, che i vostri commenti, a partire dall'articolo stesso, siano fortemente discriminatori e generalizzanti. Ad esempio non sono d'accordo sul fatto che un uomo NON RUSSO non aiuterebbe mai una donna (la proproa fidanzata) in difficoltà. Si tratta semplicemente di un rozzo maleducato, sia in Italia che in Russia. Ogni essere umano è fatto a modo suo, diverso da un altro e, cosa importante, condizionato dalla cultura in cui si è formato. Certamente adattato alla cultura in cui si è ritrovato a vivere, nel caso sia un/una migrante. Allora non dovremmo parlare di "donne russe", o peggio ancora "donne slave", quanto piuttosto di cultura russa e di cultura russa a contatto con la cultura italiana / tedesca ecc.. Se parliamo di cultura russa allora protremmo cercare di capire perché alcuni fenomeni siano piu' frequenti di altri: ad esempio il fatto di non sorridere agli sconosciuti (un articolo che ho apprezzato pur non condividendone le ragioni di fondo). La verità è che, per anni, paesi meno liberi di altri, spesso piu' poveri, sono stati meta di turismo sessuale e di gente (povera a casa sua) disposta a tutto pur di mettersi al fianco una fotomodella e vivere il sogno della vita (recentemente il fenomeno si è aperto anche alle donne in cerca di compagnia maschile). Tornati alla realtà, in molti casi impegnati in relazioni di lungo termine, incapaci di dare continuità a quel sogno, hanno finito per essere infelici, e la colpa è sempre stata delle donne russe / slave / brasiliane / cubane, solo per citare le piu' frequenti in Italia. Ogni essere è unico, irripetibile e il suo comportamento non è CODIFICABILE. Quello che si puo' tentare di riassumere sono i tratti della sua cultura (matrimonio, religione, parentela ecc.). E' questo che dovreste fare, possibilmente senzsa esprimere giudizi di valore (la donna del sud è gelosa, le napoletane sono madri migliori e cazzate del genere).

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