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Ho letto quasi tutti i commenti di questo tread e vi ho trovato ragionamenti di pregio in alcuni, pregiudizi in alcuni ancora ed ovvietà o stereotipi in altri. Senza voler apparire solomonico (non ho qualifiche speciali, per ritenermi superiore al commentatore medio), credo che ciascuna di queste categorie di interventi rappresenti, all'incirca, un terzo del totale. Non ho trovato, però, quelle parole che spiegassero cosa può esserci nelle "caverne del cuore" di chi è intervenuto. Non ho trovato quei segnali che aiutassero a comprendere la complessità e l'imperfezione della vita e la poesia dei tentativi che si fanno - spesso sbagliando - per correggerla. Se un destino ci accomuna tutti, donne ed uomini, mediterranei e dell'est, dell'Africa e dell'oriente, del sud e del nord, altro non potrà essere che il diritto a lottare contro la sofferenza. La nostra e l'altrui sofferenza. Siamo tutti abbagliati e confusi, invece, dal ritenerci destinatari e titolari del diritto alla Felicità. Una vita piena di gioie, non è e mai potrà essere una vita nella quale a qualcuno spetti il diritto alla Felicità, perché il bene ed il male non sono separabili dalla vita, se non al prezzo di negare la vita stessa. L'equivoco è profondo ed ancora non sono sorte culture o religioni che possano aiutarci a comprendere quanta verità ci sia in parole come queste. Tutti esorcizziamo l' "horror vacui" di una esistenza che sappiamo avere scadenza per lo più indeterminabile, ma certa. Ma è bello che sia così e che non ci si possa fare nulla, se non prenderne serenamente coscienza. Disperazione? No, mai! Rassegnazione? Neppure! Godiamoci, invece, questa poesia e sappiamo trarne tutta la ricchezza e l'amore che da essa sgorgano. Le ragazze russe, le donne russe. Ragazze e donne come le altre. I ragazzi e gli uomini italiani. Ragazzi ed uomini come gli altri. Tutte, tutti pieni di adorabili difetti. Tutte, tutti pieni di insospettabili qualità. Tutti, tutte capaci di commettere errori. Tutti, tutte capaci di fare del male, ma anche del bene. Ed io che scrivo, forse, avrò pregi e difetti e di sicuro commetto errori e sarò anche capace di fare del male. Forse più degli altri. Forse sono anche capace di fare del bene. Non ne sono sicuro. Scusate la divagazione. Ne ho conosciute tante di ragazze e donne russe. Non perché io le avessi cercate o invitate. Cosa dire di loro? Che sono ragazze e donne come le altre. Come le italiane, come la vietnamite, come le spagnole, come le sudanesi, come le altre. Si, come le altre. Questo loro essere come le altre le rende "speciali", come tutte le donne sanno essere, come tutte le donne possono essere. Con qualcosa di più rispetto a noi uomini. Più avvezze alla complessità e più decise nel semplificarla, rispetto a noi maschi. Più orientate alla scelta, alla selezione che deriva loro dall'adattamento della propria debolezza ad un mondo che noi maschi abbiamo costruito competitivo al massimo! Abbiamo fatto proprio un bel casino, noi maschi: credendo di impostare la vita in un modo che ce ne rendesse padroni, abbiamo finito per rendere questa vita a noi inospitale ed insopportabile, facendo capitalizzare alle donne vantaggi in tutti i sensi ed in tutti i campi! Nel breve, nel medio e nel lungo periodo, la "parabola" femminile ci surclassa. A tutte le età! Perché non è la forza o l'autorità a vincere, ogni volta, ma l'autorevolezza. Quando leggo una ragazza russa scrivere che lei si aspetta che l'uomo faccia l'uomo e che lei desidera avere ANCHE questo dal proprio partner, allora comprendo quanto grande è il fallimento che abbiamo realizzato in questa civiltà: nell'autorità possiamo essere sostituibili in qualsiasi momento e da qualsiasi donna che realizzi di doversi dotare delle "palle"! Nella femminilità, nel femminino, non potremo mai sostituirci a loro. A meno di non voler regredire alla violenza o alla sopraffazione dei rapporti di un genere sull'altro. Nell'autorevolezza, poi, siamo battuti in partenza e specialmente da quelle donne che scrivono di desiderarci, noi maschi, in qualche misura autoritari. Noi lavoriamo e ragioniamo all'interno di un sistema binario, loro utilizzano matematica astratta e logica formale! Non so quanti partecipanti a questo tread potranno condividere queste mie riflessioni. Qualcuno, forse, se ne sentirà offeso, qualcuno mi darà del matto. Eppure la vita può andare avanti solo grazie alla complementarietà dei due generi e bisogna essere davvero felici del fatto che le donne siano e sappiano essere ANCHE così. La prossima volta che interverrò, scriverò della conoscenza che ho fatto con ragazze e donne russe, dei successi e degli insuccessi, dei rimpianti ed anche del senso di liberazione provato dal loro andare via. Ed il bello è che non ho mai chiamato o invitato queste donne e ragazze che ho avuto occasione e talvolta privilegio di incontrare.

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